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Jurassic World – Il Dominio (Recensione): Quando il Fanservice Non Basta






Jurassic World – Il Dominio (Recensione): Quando il Fanservice Non Basta

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Jurassic World – Il Dominio porta alla ribalta vecchie glorie, ma il fanservice non basta ad aiutare un film scritto male, che strappa solo qualche risata.


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Jurassic World – Il dominio era sicuramente tra i film più attesi dell’anno, soprattutto dai fan ansiosi di rivedere, insieme agli amati dinosauri, anche i protagonisti del primo storico capitolo Jurassic Park, uscito nell’ormai lontano 1993. Quella che si annunciava l’epica conclusione di una delle saghe cinematografiche di maggior successo di tutti i tempi si è però rivelato un action movie mediocre, che a fronte di effetti visivi spettacolari, si presenta con una sceneggiatura raffazzonata che  mescola il nuovo al vecchio, senza però riuscire a conferire vera dignità alla storia.

Jurassic World – Il Dominio è ambientato quattro anni dopo le vicende de Il Regno Distrutto, in un mondo in cui la convivenza forzata tra uomini e dinosauri è complicata, ma ormai inevitabile. Dal bracconaggio, agli allevamenti illegali, fino al cibo, gli esseri umani stanno imparando a “usare” i dinosauri per i loro scopi.  Così come la Byosin, azienza leader nel campo della genetica, che ha costruito nel cuore delle Dolomiti, in Italia, il suo personale “centro di ricerca” dove studiare i dinosauri,  per utilizzarne il DNA allo scopo di curare le malattie umane. Target principale della Byosin è la giovane Maisie Lockwood (Isabella Sermon), primo clone umano, tenuta nascosta e cresciuta come una figlia da Claire (Bryce Dallas Howard) e Owen (Chris Pratt) in una desolata landa della Sierra Nevada. Quando la Byosin con uno stratagemma riesce a rapire la ragazza, insieme al cucciolo di Blue (la Velociraptor addestrata da Owen), i genitori partiranno alla sua ricerca, nel tentativo di salvarla.

Parallelamente, Ellie Sutter (Laura Dern), chiamata ad indagare in qualità di esperta su una misteriosa invasione di locuste giganti, anch’esse di origine preistorica, che si muovono distruggendo le colture, dopo aver intuito lo zampino della Byosin, decide di intrufolarsi nel loro centro di ricerca per raccogliere dei campioni di animali vivi da utilizzare come prova per smascherarli. Chiederà aiuto per la missione al suo ex-compagno Allan Grant (Sam Neill) e al dott. Ian Malcolm (Jeff Goldblum); le loro vicende si incroceranno, una volta sulle Dolomiti, con quelle di Claire, Owen e Maisie.

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(dalla destra) Dr. Ian Malcolm (Jeff Goldblum), Dr. Alan Grant (Sam Neill), Dr. Ellie Sattler (Laura Dern), Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), Owen Grady (Chris Pratt), Maisie Lockwood (Isabella Sermon) e Kayla Watts (DeWanda Wise) in Jurassic World – Il Dominio, scritto e diretto da Colin Trevorrow. (© 2022 Universal Studios & Amblin Entertainment.)

Dalla sola trama di Jurassic World – Il Dominio, appare evidente che il film si struttura su due storyline principali, assolutamente distinte l’una dall’altra, se non dal fatto che alla base si trovi sempre la Byosin e che i due gruppi di protagonisti, una volta nello stesso luogo, si incontrino per caso, decidendo di aiutarsi a vicenda. Un incontro che appare assolutamente forzato, pretestuoso, dettato dalla sola necessità di far confluire tutto in una trama unica, ma senza alcuna reale necessità narrativa.

I tre storici protagonisti di Jurassic Park, in forma smagliante, a tratti sembrano interpretare una caricatura di loro stessi “dal passato”, impegnati costantemente a rimettere in scena situazioni e battute dal primo capitolo e non solo (abbiamo, tra le altre, una scena che vede protagonista Grant in un’evidentissima citazione a Indiana Jones), in un bombardamento di fanservice senza soluzione di continuità, che se da un lato fa piacere e strappa più di un sorriso, dall’altro sarebbe stato molto più apprezzato all’interno di una costruzione narrativa degna del finale di una saga così importante.

Con un mondo in pieno sconvolgimento, segnato da importanti interrogativi sull’etica ambientale e sul costo della sopravvivenza della specie umana, forse si sarebbe dovuti puntare su una chiusura più strutturata e d’impatto, piuttosto che su un film che si da come unico obbiettivo quello di “far rivivere il passato”, aggiungerei, con faciloneria.

La passione per i dinosauri ha segnato la generazione dei bambini “cresciuti” con Jurassic Park e proporre un film che vede protagonisti gli stessi eroi della nostra infanzia, significa partire già con un notevole vantaggio. Impossibile infatti non gioire di fronte a Ellie e Alan che si ritrovano dopo tanti anni o a all’irresistibile sfacciataggine di Ian Malcolm (e della sua camicia sbottonata!), anche quando “irrigiditi” da una scrittura impacciata e singhiozzante. Ma anche accettando di entrare nel meccanismo di sospensione della realtà, per cui un Velociraptor, una moto e Claire riescono a correre e saltare per le strade di Malta alla stessa velocità, non è facile riuscire a mascherare la delusione di fronte a un prodotto che è il risultato di scelte confuse e inconcludenti (letteralmente), che attacca insieme pezzi di puzzle diversi solo perché in qualche modo le estremità riescono a combaciare (e facendo una notevole pressione con la mano per riuscirci).

Da italiana poi, non posso non dedicare una riga all’argomento location: le Dolomiti.
I dinosauri sulle Dolomiti.
Solo a scriverlo ho un momento di raccoglimento. Quando al cinema è uscita la scritta, la sala è scoppiata a ridere, risata che, man mano che il film prosegue diventa roboante, di fronte a queste Dolomiti completamente disabitate, con ecosistemi che variano dal bosco, alla palude, alla giungla. Perplessità, il tuo nome è “T-Rex sulla Marmolada”.

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(dalla destra) Un Pyroraptor, Kayla Watts (DeWanda Wise) e Owen Grady (Chris Pratt) in Jurassic World – Il Dominio, scritto e diretto da Colin Trevorrow. (© 2022 Universal Studios & Amblin Entertainment.)

Io capisco davvero che per gli americani un posto valga l’altro, che nell’economia generale alla fine ce ne accorgiamo solo noi, ma la prossima volta direi che magari, solo per restare umili, il centro degli scienziati pazzi lo facciamo a Yellowstone (o ancora meglio nella landa deserta della Sierra Nevada dove vivono Claire e Owen, che mi pare più adatta).

In sintesi, una delusione grande, attenuata solo, per chi scrive, dalla presenza di una delle cotte dell’infanzia: Ian Malcolm e il suo bottone birichino.

Jurassic World – Il Dominio è, in conclusione, un film di puro intrattenimento, con scene d’azione ben orchestrate ed effetti digitali superbi, ma che manca completamente di struttura e sostanza, lasciando il fan, entrato in sala pieno di speranza, abbastanza insoddisfatto. Un grande esempio di come il fanservice non sempre basta a “salvare” il film. Peccato.


 Jurassic World – Il Dominio: Trailer ufficiale (Universal Pictures)

Jurassic World – Il Dominio è uscito al cinema in Italia il 2 giugno 2022. L’uscita internazionale del film è prevista per il 10 giugno 2022. Clicca qui per leggere la nostra classifica di tutti i film di Jurassic Park dal migliore al peggiore.

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